Il periodo 1950-1981 È il periodo in cui si iniziano a fornire, con sempre maggiore sicurezza e frequenza, pompe e impianti per il trattamento delle acque di alimento nelle varie centrali termoelettriche; continua lo sviluppo della frigoconservazione.
Gli anni '50 e '60 sono segnati dai grandi successi di forniture di pompe di processo e compressori d'aria e di gas a cilindri contrapposti in raffinerie e stabilimenti di tutto il mondo.
Questo settore produttivo, che era quello di maggiore prospettiva di sviluppo, viene trasferito sul finire degli anni '60 al Nuovo Pignone di Firenze, altra azienda a partecipazione statale dell'ENI, a sua volta alle prese con difficoltà di definizione delle sue linee strategiche.
Da questa decisione "politica" di riorganizzazione interna al mondo delle aziende pubbliche la Termomeccanica esce indebolita da uno scambio prodotto-lavoro che vede il Pignone diventare titolare del settore pompe di processo e compressori aria e gas e la Termomeccanica "garantita" da ore di lavoro trasferite dallo stesso Pignone a fronte di un contratto pluriennale. Da questa perdita di prodotti di sicure prospettive nascono gli elementi di crisi che per tanti anni hanno segnato le sorti dell'attività manifatturiera della Termomeccanica.
Nello stesso periodo vengono allargati i campi di produzione delle pompe per acqua, si interviene in settori sempre più ampi del trattamento delle acque e dei fluidi in vista di uno sviluppo dell'impiantistica ambientale, si guarda alla dissalazione ed alla depurazione delle acque reflue. Nel settore del Freddo la Termomeccanica sempre più frequentemente fornisce impianti e frigomagazzini completi. È di questi anni la nascita
dell'attività impiantistica, che si struttura in autonoma divisione all'inizio degli anni '70. Confluisce inoltre in Azienda, ma siamo già nel 1972, lo staff tecnico-commerciale dell'impiantistica Pellizzari di Arzignano, con tutta la linea di produzione di pompe e di altri componenti per gli impianti elettroidraulici destinati agli acquedotti ed alle grandi opere di bonifica e irrigazione.
Tra il 1970 e il 1980, con lo sviluppo dell'elettronica e dell'uso del computer, Termomeccanica, proseguendo ricerche e studi sui propri prodotti tradizionali, sulle nuove produzioni e sulle applicazioni d'automazione, raggiunge risultati importanti nei sistemi di pompaggio, trattamento e depurazione delle acque, negli impianti frigoriferi industriali e navali e nel settore agroalimentare dove sempre più spesso opera come main contractor fornendo frigomagazzini e stabilimenti "chiavi in mano".
I risultati di questi anni evidenziano da un lato le possibilità di sviluppo e di crescita della realtà impiantistica e, dall'altro le difficoltà del manifatturiero a sopravvivere e svilupparsi con un bagaglio di prodotti, che, con progettazioni spesso superate, si muovono in un mercato di grandi competitori internazionali. Gli scarsi investimenti in nuovi prodotti e nella fabbrica si fanno sentire e, a fronte di difficoltà con possibili conseguenze sull'occupazione, viene fatta la scelta di inserire la Termomeccanica nell'EFIM affidandone, di fatto, la gestione all'OTO Melara che può in tal modo ricercare una parziale riconversione del suo sistema produttivo dall'armiero al civile.